martedì 30 settembre 2008

transavanguardia

Si terrà a Venezia, presso Palazzo Grassi, dal prossimo 27 settembre e fino al 22 marzo 2009 la mostra di arte contemporanea “Italics”. Italics racconta l’arte contemporanea italiana come un treno i cui vagoni hanno preso direzioni diverse: alcuni hanno varcato oceani e frontiere, altri si sono persi nei meandri tortuosi della storia recente. L’esposizione non si limita a presentare ancora una volta le opere chiave dell’arte italiana da Burri a Fontana, all’Arte Povera o alla Transavanguardia (*), ma esplora in profondità la vera essenza del panorama artistico in Italia negli ultimi quarant’anni. Attraverso oltre 250 opere di 107 artisti – da figure di fama internazionale come Pino Pascali, Alighiero Boetti, Marisa Merz, Maurizio Cattelan, Vanessa Beecroft a personaggi a volte ingiustamente trascurati quali Fernando Melani o Maria Lai – la nuova esposizione di Palazzo Grassi offre al pubblico italiano e internazionale una visione inedita dell’arte italiana fra tradizione e rivoluzione, due forze determinanti nella formazione della contemporaneità. La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.00 ad esclusione del martedì e del 24-25-31 dicembre 2008 e 1 gennaio 2009.
Per maggiori informazioni visita il sito http://www.palazzograssi.it/
(*) "La condizione visionaria, in tutto il panorama internazionale della Transavanguardia, garantisce un'immagine che non si accontenta di sfiorare la pelle della pittura o la superficie della scultura. La nuova iconografia è il frutto di un respiro lungo capace di recuperare la moralità dei grandi artisti visionari del passato che trasfiguravano con il proprio empito creativo la contingenza del tempo a cui appartenevano." Mi pare questa una definizione che si attaglia al futurismo ed al neofuturismo.

lunedì 29 settembre 2008

una proposta

Proposta di delibera per i 100 anni del Futurismo


Signor Presidente Consiglio Comunale
Ceglie Messapica



Oggetto: Centenario del Futurismo



Il prossimo anno si celebrerà il centenario della nascita del Futurismo. In tutto il mondo migliaia saranno le manifestazioni che celebreranno l’avvenimento. Ceglie Messapica che ha dato i natali al maestro Emilio Notte, uno dei padri fondatori del Futurismo cosa intende fare per inserirsi a pieno titolo in queste celebrazioni? Sicuramente il Consiglio comunale dovrebbe interessarsi della materia e deliberare in merito. Mi permetto di sottoporre alla sua attenzione uno schema di deliberazione:
Il Consiglio Comunale di Ceglie Messapica
Premesso che
- il 20 febbraio 1909 il quotidiano francese “Le figaro” pubblicava, in prima pagina, il “Manifesto del Futurismo;
- autore del manifesto e fondatore del Movimento futurista fu Filippo Tommaso Marinetti;
- il Futurismo, proprio per la sua portata e vocazione universale, è stato l’ultimo, importante, movimento italiano capace di influenzare movimenti artistici in numerosi altri Paesi, tra cui la Russia;
- il Futurismo è stato un movimento intimamente legato alla figura di Emilio Notte che ha avuto i natali nella nostra città;
- che a Ceglie è presente la Galleria d’Arte Moderna “E. Notte” che rimanda alla capacità di rappresentare, seppure in un contesto artistico rappresentato da una piccola città di provincia, alla capacità di esprimere delle eccellenze cegliesi che sono riuscite a fuoruscire dal perimetro delle nostre antiche mura;
- la stessa presenza della donazione Notte che rappresenta un monumento a questo insigne Maestro, costituirebbe la più naturale e suggestiva cornice per ospitare eventi per la celebrazione del centenario del futurismo;
- la stessa complessità e la vocazione ad essere un arte totale del Futurismo permetterebbe di organizzare, oltre ad eventi centrali presso la Galleria, una serie di eventi collaterali, ove rappresentare la pittura, la letteratura, la poesia, il teatro, la musica, l’architettura, la danza, la fotografia, il cinema e persino la gastronomia; anzi tale impostazione permetterebbe di organizzare il vero e proprio anno futurista;
- il futurismo ancora oggi esercita un notevole fascino non solo sugli studiosi e potrebbe rappresentare una importante vetrina per la nostra città;
- tale evento potrebbe inoltre finalmente consentire di conferire una dimensione nazionale alla nostra Galleria che, attualmente, è una cattedrale nel deserto con splendide opere d’arte ma privo di uno sviluppo che sappia implicare la dovuta e privilegiata attenzione per l’arte e la storia locale, quale indubitabilmente è quella della rivoluzione futurista e, quindi, di coloro che seppero e vollero cantarne l’epopea;
tanto premesso
Impegna la Giunta ad organizzare, in sinergia con altri Enti e Istituzioni nazionali e internazionali, manifestazioni che vedano la Città di Ceglie Messapica protagonista e come data di inizio degli eventi principali, il 20 febbraio 2009, per celebrare i 100 anni della nascita del Movimento futurista.
Michele Ciracì

Cliccando sulla firma si arriva al sito dell'autore e proponente, formulo qui i miei voti affinchè egli venga ascoltato.

Immagine:
Busta Futurista, 1920

sabato 27 settembre 2008

Pinacoteca Emilio Notte di Ceglie Messapica

sala 2

sala 2

sala 3

sala 3

sala 4

sala 4
Servizio fotografico di Pino Santoro

interrogativi sull'attenzione su E. Notte nel suo paese natale

Ho ricevuto un messaggio: "Ciao Smemo ho letto che l'Associazione nazionale Emilio Notte ha sede a Ostuni nel centro storico in un palazzo comunale e che tale Associazione guidata da una cegliese ha dovuto fare a Cisternino un convegno su Notte . La giunta e il suo assessore hanno negato qualsiasi attenzione, come avevano fatto peraltro con Michele Ciracì a cui avevano negato persino il patrocinio alla sua ottima iniziativa di pubblicare gli atti del convegno sul maestro tenutosi a Ceglie. Persino sul tuo blog mai e' comparsa una qualsiasi iniziativa dell'amministrazione sul maestro. Tutto ciò non lo ritengo giusto visto che siamo a un passo dalla festa del 2009 per la nascita del futurismo. Credo che sia necessario aprire un dibattito, visto che neanche le parole di Raffaele Nigro sulla pinacoteca che ho ascoltato da te (suo tuo blog ndr) sono servite a svegliare coscienze su questo patrimonio."
facendo una facile ricerca sul web trovo che l'associazione culturale "Emilio notte" è attiva come si può leggere di seguito:

Una mostra ed un libro a Palazzo Tanzarella

Domenica prossima 28 settembre, alle ore 18.30 presso le sale mostre di Palazzo Tanzarella nel centro storico il Sindaco di Ostuni inaugurerà la mostra di pittura della nota artista, Tonia Copertino.
La mostra, organizzata dall’associazione culturale “Emilio Notte” col patrocinio del Comune, vedrà la presentazione e la relazione del prof. Vittorio Del Piano.
Nell’ambito dell’inaugurazione della mostra ci sarà anche la presentazione del libro: “Solchi e Nodi” (Fara editore 2008, pagine 93, 10 euro) di Caterina Camporesi (selezionato al premio Montano 2008). Il volume sarà presentato dal prof. Isidoro Conte.
Tonia Copertino nativa di Molfetta dove vive e lavora, si è diplomata presso le Scuola d'Arte di Bari e sino al 1997 è stata titolare della cattedra artistica nella Scuola Media a Bologna e Molfetta.
Ha fatto parte di diverse associazioni culturali ed attualmente è Presidente dell'Associazione Culturale "Arte Immagine" di Molfetta.
Nella Sua carriera artistica ha effettuato mostre, collettive e laboratori d'arte contemporanea in Italia e all'estero. ”In un mondo fatto di "rumori" mi è parso naturale – dice l’artista - rifugiarmi in un "Involucro-libro" e far vivere "la parola" nel mio mondo pittorico”.
Nell’opera della pittrice molfettese, la parola ed il segno convivono e inseguono percorsi interiori; a volte velati per pudore, altre lacerati e sottolineati da brandelli di carta come quella di riso. L'equilibrio nasce dal gioco di trasparenze e nel vedere, non certe realtà sofferte ma, nel contempo, crearsi "isole" silenziose e calde.
Caterina Camporesi, nata a Sogliano al Rubicone (FC) nel 1944, vive tra Rimini, la Garfagnana e Roma; svolge l’attività di psicoterapeuta.
Nel volume, con una scrittura senza veli e senza parole superflue, penetrando nei Solchi nei corpi (prima parte del libro), solchi che inesorabili scavano il terreno su cui viviamo e incidono il nostro contor-no. I solchi sono segni che il tempo e la vita lasciano sul nostro corpo, sul nostro viso, segni che ci tol-gono materia su cui sognare; nei Nodi del tempo (seconda parte del libro) il verso si asciuga ancora e i verbi si fanno più taglienti, in un legare e raggrumare, ritrovando ferite e sofferenze. Non si nasconde dietro le parole, Caterina Camporesi, non ci addolcisce l’anima con aggettivi superflui o artifizi; nello sciogliere questi nodi, seppur non in modo totale, la scrittrice ci accompagna tra dolori vissuti ed espiati, nel tempo che è già passato e che resterà con noi, mostrandoci una possibile visione che è anche e-spiazione e sollievo.

COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI OSTUNI

Seguirò con attenzione le "gesta" di questa associazione, sperando di capire il motivo per cui essa opera fuori dalle mura di Ceglie, se qualche appartenente a questa associazione s'imbatte in questo post mi farebbe cosa gradita commentandolo per chiarirmi le idee.

giovedì 25 settembre 2008

La popolana

Vedere un'opera d'arte dal vivo dà delle sensazioni straordinarie. Questa estate ho visto alcuni capolavori della storia dell'arte e devo confessare che mi risulta difficile trovare le parole adatte a descrivere le emozioni che ho provato. Ho cercato, ho trovato, ho scritto. Un altro contributo per il blog di Emilio Notte. ahiceglie



Emilio Notte: Fondamento Lineare Geometrico e "Popolana"(1919)

Geometria e analogia plastica si coniugano nel Manifesto Fu­turista “Fondamento Lineare Geometrico” firmato, nel 1917, da Emilio Notte e Lucio Venna.
“Dominando l'espressione degli oggetti, e comprendendoli, si crea un equivalente pittorico di forma. Possiamo far vivere un oggetto della nostra visione estetica solo comprendendolo e pe­netrandolo fino al punto da dominarlo e ridurlo a una sintesi geometrica nella quale le direzioni di una cima, gli angoli, le cur­ve, l'insieme infine di tali figure, abbia valore esatto»".
Entrambi formatisi nel clima del Futurismo fiorentino, svi­luppano l'eredità di Sironi e Soffici.
Legato come questi ad un'idea strutturale della superficie pit­torica, Notte é attratto, come dimostra la sua “Popolana” (1919), più dalla lezione di Cezanne e di Picasso, che dalla frantumazio­ne esplosiva delle forme futuriste.
Gli interessa costruire con colori terrosi: geometrie, volumi, masse. Restituisce la monumentalità delle forme al corpo umano, trasforma il personaggio effimero, in monumento, blocca il tem­po della visione, in quello della meditazione.
La sua “Popolana” assume le fattezze statuarie di una grande madre, diventa un idolo. Notte pone sul piedistallo i personaggi di quel mondo umile e paesano che non lo abbandonano neppu­re nei suoi anni futuristi, opponendosi ai contenuti del moderni­smo urbano.
A Boccioni é legato da un interesse introspettivo che lo spin­ge ad una ricerca di purezza formale, quale equivalente dello spi­rito racchiuso nella materia.

L'universo futurista: una mappa, dal quadro alla cravatta.
Di Anna D'Elia, Edizioni Dedalo, 1988.


“Popolana” (1919) è una delle opere donate nel 1976 da Emilio Notte alla sua città natale, Ceglie Messapica, ed è esposta nella galleria d'arte moderna che porta il suo nome.
L'immagine “Popolana” (1919) proviene dal blog: Le mie radici

la pinacoteca Emilio Notte

La pinacoteca si trova, nel centro storico di Ceglie, nel palazzo Allegretti, al termine di via Paolo Chirulli, praticamente all'imbocco della trecentesca Piazza Vecchia. La facciata del palazzo, rifatta nel 1870 in pietra gentile di Ceglie, presenta due ampi portali sormontati dagli stemmi araldici delle famiglie Allegretti e Cenci. Uno dei saloni è decorato con un soffitto ligneo sul quale è applicata una enorme tela raffigurante un "Angelo del Giudizio", di autore ignoto.


La pinacoteca ospita numerose opere di vari autori d'arte contemporanea ma, fra tutte, spiccano le tele del pittore futurista Emilio Notte nato a Ceglie il 30.01.1891 e scomparso nel 1982 a Napoli. Questo l'elenco delle opere donate nel 1976 da Emilio Notte alla sua città natale ed esposte in questa galleria d'arte moderna che porta il suo nome: Piazza Mercatale di Prato (1916) - Trittico Crocifissione (1972, vedi foto) - I Fraticelli (1970) - Cristo sulla Croce (1971) - Natura Morta con Frutta (1970) - Scopatrice (1971) - Oggetti (1971) - Zodiaco (1929) - Ritratto dell'allieva di Venezia (1929) - La Popolana (1919, foto a fianco). L'attuale sistemazione viene considerata provvisoria da parte dell'Amministrazione Comunale. Gli auspici sono che essa trovi più ampia e scenografica collocazione in qualche sala di un restaurato Castello Ducale.

lunedì 22 settembre 2008

Fondazione Primo Conti - Fondo Emilio Notte

Concepita secondo criteri tradizionali, la Guida all'Archivio della Fondazione Primo Conti si rivolge a chiunque voglia conoscere più da vicino il patrimonio archivistico e bibliografico conservato nella splendida struttura quattrocentesca, sulle colline fiesolane, di Villa Le Coste, un tempo abitazione e studio del Maestro Conti. Di volta in volta rimandando a più raffinati strumenti di ricerca, la Guida costituisce una sorta di porta d'accesso al sistema informativo dell'Archivio della Fondazione, dove si trovano documenti d'inestimabile valore storico-culturale per lo studio e l'approfondimento dei movimenti artistici e letterari del primo Novecento.



Emilio Notte - (Ceglie Messapico, Brindisi, 1891 – Napoli, 1982), pittore, dopo aver frequentato il ginnasio e l’Istituto di Belle Arti di Napoli, frequenta l’Accademia di Belle Arti a Firenze dove è allievo di Fattori e De Carolis. Stringe amicizia con Bino Sanminiatelli che lo introduce tra gli intellettuali che frequentano le Giubbe Rosse e il caffè Paszkowsky; conosce Soffici, Carli, Settimelli, Corra, Papini, Malaparte, Campana e diventa amico di Palazzeschi. Nel 1913 è presente alla serata futurista del Teatro Verdi. Nel 1915 aderisce al Futurismo e nel 1917 firma con Venna il manifesto “Fondamento lineare geometrico” che è pubblicato su “L’Italia Futurista”. Nel 1918 i due autori, ricollegandosi con quanto già espresso, cominciano ad abbozzare le linee di un nuovo manifesto che però non vedrà mai la luce. Nel 1918 Notte si trasferisce a Venezia dove svolge un’intensa attività sul piano della produzione pittorica e su quello relazionale. Nel 1919 partecipa alla Grande esposizione nazionale futurista di Milano, Firenze e Genova ed espone alla Galleria Ballerini presentato da Margherita Sarfatti. All’inaugurazione è presente Marinetti. Nel 1920 collabora a “Roma Futurista” e nel 1921 partecipa alla grande mostra d’arte moderna di Ginevra con il gruppo futurista. Da questa data in poi, Notte recupera posizioni classiche, pur non rifuggendo da suggestioni futuriste.
Il Fondo Emilio Notte si divide nelle seguenti sezioni: Corrispondenza, che conserva le missive indirizzate a Notte, le minute di quest’ultimo e un piccolo nucleo di corrispondenza ad altri destinatari; tra i mittenti, si ricordano Baldessari, Bragaglia, Drei, Caligiani, Casella, Chiaromonte, Corradini, Marinetti, Nannini, Dessy, Prampolini, Settimelli, Ragghianti, Venna; Manoscritti, che raccoglie gli autografi del pittore, tra i quali di particolare rilevanza gli scritti teorici sull’arte, solo in parte confluiti nei manifesti futuristi, e una produzione poetica quasi del tutto sconosciuta; Periodici, con le testate di “Poesia”, “Roma Futurista”, “Cimento”, “Scena illustrata”, “Le arti”; Rassegna Stampa, che raccoglie gli articoli su Notte apparsi su vari quotidiani; Fototeca, divisa in fototeca personale e fototeca delle opere di Notte, molte di queste ultime mai pubblicate; Biblioteca, divisa in biblioteca privata che annovera pochi ma importanti volumi, spesso autografati dagli autori come nel caso di Palazzeschi e Ginna, e in cataloghi delle esposizioni personali e collettive alle quali Notte ha partecipato; Varie, in cui è confluito materiale disomogeneo riguardante la vita del pittore e documentazione inerente il Fondo (corrispondenza dell’ordinatrice con l’erede di Notte e vecchi elenchi di consistenza).

venerdì 19 settembre 2008

celebreremo il futurismo

Come, forse, qualcuno di voi ricorderà ho, qualche settimana fa, cominciato a gestire un blog interamente dedicato al pittore Emilio Notte nato a Ceglie e che a Ceglie donò una piccola e non trascurabile porzione della sua opera conservata nell'omonima pinacoteca. In base ad alcune ricerche in rete ho scritto una breve biografia dell'artista pubblicata sul citato blog. Il mio modesto lavoro è ora pubblicato anche nella futurismopedia contenuta nel sito netfuturismo che si occupa di neo futurismo e che vuol celebrare degnamente il prossimo centenario di quel movimento culturale, il futurismo, a cui il nostro pittore, partecipò agli inizi della sua lunga carriera. Chi di voi volesse aggiungere particolari nuovi e indicarmi fonti bibliografiche da cui attingere notizie per aggiornare il blog e la biografia mi farà cosa molto gradita.

emilio notte

un'idea vecchia di quattro anni

Sito Web di Emilio Notte. Riporto di seguito il testo del post datato 1 luglio 2004 sul sito di Ceglie Plurale, sono curioso di sapere come mai un'idea così azzeccata, cioè quella di dedicare un sito al nostro Grande Pittore si è arenata.


"Nato a Ceglie il 30 gennaio 1891 da genitori veneti: di Marostica il padre, vicentina la madre, giunti nella nostra città, perché il padre Giovanni, era stato inviato a reggere l’importante Ufficio del Registro di Ceglie, nel 1888. Da Ceglie i Notte si trasferirono a Lagonegro, Serino, Bovino e Sant’Angelo dei Lombardi, dove Emilio frequentò le ginnasiali. E’ di questo periodo la sua esplosione in campo artistico, già a 12-13 anni aveva dato prova del suo genio artistico. Dipinge tutto quello che vede, da portoni a stemmi gentilizi, ritratti e paesaggi, dimostrando una abilità eccezionale.Il padre, colpito dalla sua maestria lo accompagna a Napoli, presso lo studio del famoso pittore Vincenzo Volpe, Direttore della Reale Accademia di Belle Arti, succeduto al Morelli alla direzione di questa prestigiosa Accademia. I lavori presentati da Notte a Volpe ebbero un’accoglienza straordinaria, tanto che Notte lasciò gli studi liceali e si trasferì a Napoli presso una sorella della madre e prese in affitto una stanzetta ai Guantai, alle spalle di via Toledo. E’ il 1906, Notte ha appena 16 anni e restò a Napoli poco più di un anno, perché un nuovo trasferimento portò il genitore a Prato nel 1908. E’ in questa città che si sviluppa veramente l’arte pittorica del promettente artista. Prato voleva dire il contatto con l’ambiente fiorentino ma, soprattutto, l’incontro con la pittura di Filippo Lippi ed il ciclo degli affreschi del Duomo. Si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1906. Durante il primo anno frequentò il corso normale mentre negli anni successivi passò ai corsi speciali di disegno ornato. Nel 1908 fu premiato come migliore allievo nella prova di ornato, così come avvenne negli anni seguenti. Si diplomò il 20 giugno 1912. Durante la stagione fiorentina frequentò lo studio di Fattori che, per primo, lo iniziò alla conoscenza dei nuovi movimenti pittorici che si facevano strada in Europa. Dal 1912, partecipò al gruppo futurista. A Firenze con Lucio Venna firmò il manifesto Fondamento Lineare Geometrico, documento non di enunciazioni generiche e velleitarie, ma di contenuti chiari e concreti che, in avvenire, saranno alla base dell’impianto di tutte le sue pitture. A causa del primo conflitto mondiale il suo percorso artistico ebbe dolorose interruzioni. Dipinse opere di capitale importanza per lo sviluppo e l’affermazione della sua personalità già vicina alla piena maturazione.Il soggiorno a Venezia, nel dopoguerra, fu un intermezzo di nuove esperienze a contatto con i capolavori presenti nella Serenissima. Subito dopo riprese il cammino insieme ai compagni futuristi. Nel 1920 vinse il Pensionato Nazionale. A Napoli arriva nel 1929 come insegnante presso l’Accademia di Belle Arti, di cui divenne per anni anche Direttore.Diede un impulso per l’affermazione della pittura moderna in un ambiente ancora pregno di valori artistici tradizionali. Nel 1976, dona a Ceglie, sua città natale, numerose opere per l’Istituzione di una Galleria d’Arte Moderna che ancora oggi porta il suo nome. Notte muore a Napoli il 7 luglio 1982."

giovedì 18 settembre 2008

la figlia

ADRIANA NOTTE

PLANCTON
Prefazione di Maria Grazia Lenisa

ADRIANA NOTTE, pittrice, è nata a Milano il 20 Novembre del 1920, dopo aver trascorso lunghi periodi a Roma, Napoli, Abruzzo, Marche e Calabria si e' trasferita a Cisternino in provincia di Brindisi dove vive ed opera dal 1985 - Casa del Melograno. Ha partecipato ad importanti mostre Nazionali ed Internazionali tra le quali: La Biennale di Venezia, La Quadriennale di Roma, La biennale del Mediterraneo, L' Esposizione Italo-Giapponese d'Arte Contemporanea ad Osaka in Giappone, all’Expo Arte di Bari, oltre che a numerosissime mostre personali e collettive.
Ha realizzato vaste opere musive nel Santuario del Getzemani in Casale Corte Cerro (NO); nelle absidi della Chiesa di San Leone Magno a Roma, nella Cappella della Crocifissione presso le Suore del Calvario, Roma. È presente con altre opere musive sia a Roma che nelle Marche. Sue opere vetrarie si trovano nel Lazio, in Puglia e in Abruzzo.
È stata fondatrice e direttrice del semestrale culturale "Spazio Verticale", edito dal ’91 al 2000. Presiede in Puglia il Centro Culturale "Fuoco del Melograno".
La pittura e la poesia in Adriana Notte si fondono in costruzioni geometriche, in spazi infiniti dove le immagini e le parole trovano forma collocandosi in equilibrio universale. Il colore si espande parlandoci e trasmettendoci le sue visioni, come la parola che parte dal profondo, si impasta e ci manifesta il ''vero'', dove ritroviamo la sua vera natura spirituale, in un percorso terreno dove gli uomini possano interrogarsi come figlio a madre.

Ha pubblicato: I canti della candela, Roma, 1967; Ascoltare l’uomo, Assisi, 1976; Canto verde, Roma, 1979; La ruota, Napoli, 1980; Diario di un angelo, Bologna, 1980; Le pietre, Catanzaro, 1983; Nomi d’uomini, Catanzaro, 1984; Viaggio di nozze, Catanzaro, 1984; L’erpice, Catanzaro, 1986; L’idria, Firenze, 1987; Parola Segno Colore, Lecce, 1987; Basalti, Catanzaro, 1988; Samsara, Taranto, 1989; Le porte della luna, Forlì, 1989; Il pesco, Brindisi, 1991; Il numero dell’essere, Forlì, 1991; Abbigliamenti, Taranto, 1992; Oltre, Forlì, 1992; Presenza sulla riva, Forlì, 1993; Stupro-Bosnia, Brindisi, 1993; Federico II, Brindisi, 1994; Un padre una figlia - La vicenda di Emilio e Adriana Notte, Foggia, 1994; Cantico della Montagna Bianca, Lecce, 1995; Il giorno dell’Amen, Lecce, 1995; L’Irradiante, Lecce, 1995; Inno alla Madre Immacolata, Lecce, 1995; Il Poema del Sangue, Lecce, 1996; I Poemi delle Sponde, Milano, 1996; Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, Lecce, 1998; La Girandola, Lecce, 1999; L’Urlo e il Volto, Lecce, 2001; La Casa del Pane, Lecce, 2001; Magnete, Lecce, 2003.